Press

Press: stampa, quella di una volta, prima dell’avvento dell’informatica, quando ogni porola doveva materializzarsi per poter essere impressa su di un foglio di carta.

Le lettere mobili, l’odore di inchiostro e i  fogli che scricchiolano sotto la pressione dei torchi. Più nessuno ne vuole sapere di tutto ciò e nelle discariche di rifiuti puoi trovare vecchie macchine da stampa e casse di caratteri di piombo.

Al Museo della Carta di Basilea ti mostrano come fino a non molto tempo fa, ogni lettera doveva essere fusa in una lega di piobo (60%), antimonio (25%) e stagno (15%) che oltre ad avere una buona resistenza all’usura aveva la grande particolarità di solidificare e raffreddare in brevissimo tempo.

Per la stampa usiamo un torchio tipo Saroglia da ~ cm 70×50 dotato d’inchistrazione automatica che però non adoperiamo quasi mai, mentre i caratteri vanno dal Bodoni 12 ai grandi caratteri in legno.

Al torchio con Loredana Müller-Donadini per "ramo radice"

Al torchio 50×70 con Loredana Müller-Donadini per “ramo radice”

Però siamo abbastanza realisti da sapere che se si vogliono realizzare dei libri facilmente riproducibili ed accessibili a tutti bisogna accettare dei compromessi con la tecnologia moderna.

Per questo i testi dei nostri libri di cartone, come pure quelli di pubblicazioni che esistono solo ancora come progetti, sono stampati con una stampante laser che ci permette di fascicolarli per poi rilegarli con mezzi artigianali.

 

 

 

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